Emmott appoggia Bersani e il club degli ottimati che salverà l’Italia

Per Bill Emmott l’uomo della provvidenza che salverà il paese degli uomini della provvidenza è Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd non è soltanto “fit to lead Italy” – a differenza del Cav. messo da Emmott sulla copertina dell’Economist nel 2001 – ma dà le garanzie necessarie per mandare in pensione senza patemi Mario Monti, catalizzatore naturale di fiducia per  i lettori dell’editoriale a soffietto apparso sul Financial Times.
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New York. Per Bill Emmott l’uomo della provvidenza che salverà il paese degli uomini della provvidenza è Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd non è soltanto “fit to lead Italy” – a differenza del Cav. messo da Emmott sulla copertina dell’Economist nel 2001 – ma dà le garanzie necessarie per mandare in pensione senza patemi Mario Monti, catalizzatore naturale di fiducia per i lettori dell’editoriale a soffietto apparso sul Financial Times. Nessuno dubitava del fatto che la ricomparsa di Berlusconi dal suo stesso cilindro dispiacesse al più pugnace e arguto critico straniero della saga berlusconiana, ma il caloroso endorsement a Bersani nel nome della stabilità, delle “profonde riforme” che vanno fatte per interrompere vent’anni di “mancata crescita” supera ogni capacità di indovinare la visione emmottiana. Bersani non compare nemmeno nel suo documentario presentato qualche giorno fa a New York e la cui parte più originale è un titolo copiato da una canzone degli Smiths: “Girlfriend in a Coma”.
La girlfriend è l’Italia, rappresentata secondo lo schema binario a cui l’ex direttore dell’Economist non vuole rinunciare: da una parte ci sono i buoni, dall’altra i cattivi, e di solito i cattivi hanno qualche connessione con il Cav. o con la mentalità viziosa da lui promossa. Altre volte i cattivi sono i camorristi, i burocrati o i baroni universitari, ma a forza di scavare nelle ragioni recondite di un paese in coma si finisce per rispuntare sempre nel giardino delle solite ossessioni, dalle parti di Arcore.
“Girlfriend in a Coma” è un centone in pellicola basato sugli scritti di Emmott ed è il migliore dei documentari possibili per raccontare quello che si sa già. Si sa, sempre per stare sugli Smiths, che la situazione dell’Italia è “serious” e si sa altrettanto bene chi sono gli eroi che possono salvarla. Perché nello schema binario gli eroi sono oscurati da una nuovola di ingiustizia, sono maledetti o donchisciotteschi, ma ci sono. Sono gli eredi nobili di un passato illuminato – ed ecco che Emmott riflette sul “Giudizio Universale” di Signorelli, declama mentalmente il poeta a partire dal verso più logoro per chi volendo commiserare l’Italia a suo piacimento sente bisogno di un’auctoritas – e sono chiamati dallo scrittore inglese a fare la parte a loro assegnata. Roberto Saviano, intellettuale a tutto tondo, spazia dalle mafie alla salvaguardia delle istituzioni passando per il marcio della politica; Marco Travaglio dice che il peccato peggiore degli italiani è l’ignavia; Umberto Eco che non abbiamo il senso dello stato; Carlin Petrini in tweed parla di “biodiversità culturale” e “crisi entropica”; Giovanni Ferrero, ad dell’azienda di famiglia, attacca il “nepotismo”; il procuratore antimafia Nicola Gratteri spiega che “dobbiamo creare una linea di demarcazione fra il bene e il male” prima di edurre lo spettatore sull’alleanza fra la mafia e la massoneria deviata.
Tony Servillo ha una soluzione ai problemi dell’Italia: mandare un po’ di gente in paradiso, un po’ all’inferno e sgomberare questo insopportabile purgatorio creato da Berlusconi. Non è chiaro, sulle prime, chi dovrebbe essere il giudice. Poi tutto si spiega: è il medesimo consesso degli ottimati a fare la requisitoria e a emettere la sentenza. Pullulano i giovani di talento costretti a ripiegare all’estero perché non c’è meritocrazia – evidentemente in antagonismo con quelli che scendono in piazza ogni volta che una protezione sociale è vagamente minacciata – fioccano gli artisti frustrati, gli imprenditori delusi, gli studiosi che spiegano come l’autoindulgenza italiana sia figlia del sacramento della confessione: il prete assolve tutto, anche le stragi “state-sponsored”, e si torna a peccare con nonchalance, magari di ignavia. La ragazza in coma avrebbe magari bisogno di un po’ di calvinismo per tornare alla vita ed Emmott affida al club della superiorità antropologica il compito di piantare sulla porta dell’Italia tesi bolse spacciate per rivoluzione.